Giovanni Maria Farina: il profumiere che inventò l’Acqua di Colonia

21 Marzo Festeggiamo la Giornata Internazionale del Profumo con le origini dell’Acqua di Colonia

In questo giorno fragrante di inizio primavera la mongolfiera di Madame Framboise viaggerà fino alla Germania del 1709, direzione Museo del Profumo di Casa Farina, l’inventore dell’Acqua di Colonia che fece di Colonia la capitale del profumo del XVIII secolo.

Il Duomo di Colonia in stile gotico

La nascita dell’Acqua di Colonia

Köln è una città della Germania Occidentale che si affaccia sul fiume Reno. A condurci qui è stata una delle fabbriche di profumo più antiche e famose al mondo, dove ebbe inizio l’affascinante storia dell’Acqua di Colonia.

Nel settecento era molto diffuso l’utilizzo di prodotti profumati, in sostituzione della normale igiene quotidiana a base di acqua, ai tempi considerata pericolosa, perché veicolo di infezioni incurabili.

Nel XVII secolo Giovanni Paolo Feminis (1660-1736) creò l’Aqua Mirabilis, ovvero delle acque alcooliche realizzate con differenti ricette e ingredienti utilizzate in medicina, in cosmetica e in profumeria. Feminis di origine italiana, si trasferì a Colonia per rilevare un negozio di franceserie da una zia.

Qualche anno dopo, un altro uomo piemontese originario di S. Maria Maggiore, Giovanni Maria Farina (1685-1766), appartenente ad una famiglia di agricoltori e commercianti, lasciò l’Italia per raggiungere lo zio Giovanni Maria Farina, mercante e profumiere illustre e benestante a Maastricht. Lo zio era amico di Feminis, fu così che la sua formula dell’Aqua Mirabilis arrivò ai Farina. Giovanni Maria Farina a presso lo zio si formò con l’apprendistato e successivamente raggiunse il fratello Giovanni Battista a Colonia. 

Il Profumiere Giovanni Maria Farina (1685 – 1766)

I due fratelli avevano una boutique di accessori di lusso tipici dell’epoca e della moda settecentesca come sete, piume, parrucche, ciprie, cinture e bottoni che fin da subito ebbe un discreto successo, grazie alla posizione favorevole di cui gode la città. 

Qui Giovanni poté sperimentare le sue “acque profumate” e omaggiare la facoltosa clientela del negozio con un fazzoletto intriso del suo profumo. 

Giovanni Maria Farina, proveniente da una famiglia di profumieri tra cui la nonna che viveva a Venezia, riuscì a distillare l’alcol. Importò così i distillati di agrumi, arance, mandarini, pompelmi e soprattutto bergamotti ai quali vennero aggiunte piante aromatiche come gelsomino, lavanda, rosmarino, timo ecc. L’alcol era in grado di far emergere l’aroma puro delle essenze, ovviamente questo tipo di fragranze fresche e leggere tipiche del mediterraneo erano note solo ai viaggiatori. In Europa erano diffusi aromi più intensi a base di cannella, muschio e legno di sandalo.

La sfida più grande per un profumiere è contrastare l’effetto sorpresa della natura con il raccolto degli ingredienti che come il vino, ogni anno ha note diverse in base alle condizioni climatiche. Un bravo profumiere deve mescolare sapientemente gli ingredienti affinché la miscela rispetti la ricetta originale, per fa questo Farina utilizzava dei campioni che sono ancora oggi custoditi nella stanza delle essenze del Museo del Profumo di Casa Farina. 

Il bergamotto è il prodotto di punta, Farina fu il primo a scoprirlo, unendolo al Gelsomino, creò così la prima fragranza moderna la cui ricetta originale è ancora oggi custodita segretamente solo presso i discendenti della sua famiglia. Dal 1709, nel corso di trecento anni, otto generazioni della famiglia Farina, hanno portato avanti questa lunga tradizione.

“Il mio profumo è come un mattino italiano di primavera dopo la pioggia: ricorda le arance, i limoni, i pompelmi, i bergamotti, i cedri, i fiori e le erbe aromatiche della mia terra. Mi rinfresca e stimola sensi e fantasia” Giovanni Maria Farina

Ecco cosa scrisse nel 1708 al fratello Giovanni Battista in una lettera descrivendo il suo profumo.

Fin da giovanissimo manifestò la sua passione per i profumi, classificando le persone in base al loro odore. Era in naso e il profumiere della sua famiglia, riuscì a soli 23 anni a riprodurre un profumo che gli ricordasse l’Italia. Con il suo talento conquistò le corti principesche di tutta Europa. e diventando il maggior fornitore ufficiale del continente.

Casa Farina nel corso degli anni. Purtroppo pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale.

Lo stesso napoleone ne fu talmente entusiasta che ne utilizzava due flaconi al giorno per lavarsi!

I nobili a quel tempo parlavano in francese, fu così che in onore della nuova patria in cui veniva prodotta, venne chiamata Eau de Cologne. Le regine e i nobili la resero un successo mondiale. Tra i suoi più illustri clienti troviamo Luigi XV, Madame du Barry, l’imperatrice d’Austria Maria Teresa, madre di Maria Antonietta, Mozart, Casanova, Carolina Bonaparte, Ludwig II e la cugina Elisabetta di Baviera (Sissi), la Regina Victoria, la principessa Diana, Marlene Dietrich, Romy Schneider e molti molti altri ancora.

Flacone Rosolien

Il logo

Giovanni Farina, come logo per la sua celebre fabbrica, scelse un tulipano di colore rosso, nel settecento era considerato simbolo di lusso ed eccellenza a garanzia dell’ottima qualità. Un tempo il tulipano era un fiore molto pregiato proveniente dalla Turchia, il suo bulbo veniva pagato in oro in base al suo peso.

Il packaging

Le prime Acqua di Colonia si diffusero in lunghe boccette di vetro chiamate “Rosolien”, utili al trasporto, ma successivamente travasate in vasi di porcellana. In occasione di un importante fiera nella città di Colonia, ai  primi del novecento diversi pittori come Klee e Kandinskij proposero delle idee per la nuova boccetta. Il progetto di Kandinskij di taglio maschile venne davvero realizzato.

Logo Colonia Farina

L’Autenticità e il Marchio registrato.

Per evitare qualunque forma di plagio e contraffazione venivano applicare le scritte calligrafiche con lo stemma sul sigillo di cera rossa per garantirne l’autenticità dei flaconi che partivano dalla fabbrica originale. Nella confezione venivano fornite delle istruzioni per l’uso direttamente firmate dal profumiere.

Purtroppo con l’arrivo dei francesi nel 1797 venne introdotto il libero mercato e così cominciarono le prime imitazioni. La concorrenza si impossessò non solo del nome Eau de Cologne ma persino del cognome Farina molto diffuso. Nel logo dell’Acqua di Colonia originale compariva l’indirizzo di Colonia. Nel 1874, nacque la legge di tutela sul marchio, Johan Maria Farina gegenüber dem Jülichsplatz fu la prima marca in assoluto ad essere registrata e la sigla sull’etichetta non poté più essere imitata.

Ancora oggi con Acqua di Colonia Originale (Original Eau de Cologne o Echt Kölnisch Wasser) si identifica la versione geografica protetta di Colonia.

Museo del Profumo Casa Farina – Colonia – Germania

Museo del Profumo di Casa Farina

Duftmuseum im Farina Haus

La visita guidata in italiano di circa 45 minuti è prenotabile al costo di 5€ direttamente dall’Italia a questo sito farina.org. La guida, la gentilissima Sara Silvan, vi condurrà direttamente all’interno della casa del profumiere Giovanni Farina (1685-1766), l’inventore dell’Acqua di Colonia Originale, la celebre fragranza lussuosa e raffinata. 

Entrando dallo shop verrete condotti al Bel Ètage, ovvero il piano superiore dove il genio creativo Farina riceveva i suoi ospiti offrendo frutta candita e vino italiano. Qui potrete ammirare i ritratti della famiglia Farina, delle preziose porcellane e alcuni flaconi storici dell’Acqua di Colonia. Il suo profumo conquistò le corti Europee del settecento, sono trascorsi trecento anni e ancora oggi la celebre Acqua viene ricercata e apprezzata in tutto in mondo.

Il viaggio continuerà al piano sotterraneo, dove rimarrete affascinati dal suo ufficio, dall’archivio storico preciso e dettagliato della corrispondenza e della contabilità della fabbrica, dai numerosi plagi e dalla stanza delle essenze

Alla fine riceverete un delizioso omaggio e potrete continuare lo shopping nel negozio al piano terra.

Vi consiglio di prenotare con largo anticipo su https://farina.org il tour in italiano. La guida è molto gentile e preparata. Noi ne abbiamo approfittato per fare una tappa dal rientro dall’Olanda, devo dire che anche i bambini hanno ascoltato in silenzio incuriositi le vicende di questo magico profumiere.

Visto che oggi è la Giornata Internazionale del Profumo correte a spruzzarvi un po’ di Acqua di Colonia! Quella originale, mi raccomando, diffidate dalle imitazioni 😉

À bientôt Madame Framboise

 

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