Ecco come l’utilizzo dello spazio negativo diventa protagonista della composizione artistica. Ti presento le meravigliose Fadeaway Girls di Coles Phillips.

L’illusione ottica è un fenomeno psicologico secondo il quale l’apparato visivo umano viene ingannato facendogli percepire qualcosa che non esiste, oppure facendoglielo percepire in modo diverso da come è nella realtà.

COLES PHILLIPS

Nei primi decenni del 1900 in Germania, sotto il nome di Psicologia della Gestalt, si sviluppò una corrente psicologica che approfondì gli studi tra percezione ed esperienza. La psicologia della Gestalt analizzò come le esperienze passate influiscano sul comportamento percettivo.

La lettura del mondo circostante o di un’immagine, avviene tramite l’organizzazione di informazioni che vengono assimilate dal sistema nervoso secondo alcuni criteri:

la forma più semplice da leggere, la vicinanza, il senso di continuità e il rapporto tra figura e sfondo.

Le illusioni ottiche e le teorie della Gestalt

La teoria della Gestalt ci ha permesso di decifrare e comprendere le illusioni ottiche. Queste vengono classificate in base alla loro natura:

ottiche: avvengono grazie ad un qualcosa di esterno che non dipende dall’occhio umano, ad esempio un miraggio.

percettive: avvengono a causa della fisiologia dell’occhio, ad esempio le immagini postume create quando dopo aver fissato in modo intenso e prolungato un colore una volta tolto lo sguardo vedremo il suo complementare.

cognitive: ovvero come il cervello interpreta ciò che viene percepito.

Esistono diverse tipologie di illusioni cognitive: geometriche, prospettiche, di colore, di contrasto, di movimento, le figure ambigue e quelle impossibili. Il re indiscusso di quest’ultime fu Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972) con i suoi famosissimi “Mondi Impossibili” (di lui ho parlato qui)

Ci sono inoltre delle illusioni definite di completamento, ovvero grazie alle nostre esperienze visive precedenti, siamo in grado di ricostruire un qualcosa che nella realtà non esiste. Il cervello riconoscere delle forme e va quindi a completare delle figure con qualcosa che in realtà non c’é. Grazie a questo principio Clarence Coles Phillips è riuscito a creare illustrazioni innovative, ma allo stesso tempo eleganti e raffinate.

Il Fadeaway di Clarence Coles Phillips

Clarence Coles Phillips (3 ottobre 1880 – 13 giugno 1927) fu un’illustratore americano che caratterizzò le sue opere destinate all’editoria e alla pubblicità lavorando sullo spazio negativo.

Phillips nacque a Springfield, nell’Ohio, e si contraddistinse già dai tempi del Kenyon College di Gambier, per le sue piacevoli illustrazioni pubblicate sulla rivista mensile del college.

Dopo la laurea al ventunesimo anno di età, si trasferì a New York, dove frequentò le scuole d’arte Chase School, la Free Art School e aprì una sua agenzia pubblicitaria.

Nel 1907, conobbe l’editore JA Mitchell del settimanale Life che lo introdusse alla nota rivista. Dall’uscita della prima cover, nel maggio del 1908, fu subito un incredibile successo. Phillips diventò celebre per le sue originali e graziose Fadeaway Girls.

Oltre alle prestigiose copertine per Life, Good Housekeeping e The Saturday Evening Post, seguì le campagne pubblicitarie per la moda femminile e le case automobilistiche.

Guardando i suoi acquerelli quello che cattura immediatamente l’attenzione è ciò che non c’é e la valorizzazione del rapporto tra figura e sfondo. Andò contro le regole tradizionali, suscitando interesse nella dissolvenza tra le due parti che tinteggiò del medesimo colore. Lo spettatore, durante la fruizione, ha un ruolo attivo e cioè viene chiamato a completare la composizione con la parte mancante.

“Absence makes the heart grow fonder”

È sorprendente la straordinaria semplicità delle sue illustrazioni. È adorabile l’incredibile eleganza con la quale queste figure femminili svaniscono nello sfondo, eppure allo stesso tempo rendono di grande impatto l’esperienza visiva.

In questa gallery potrai ammirare le sue più celebri creazioni. Cosa ne pensi di queste Fadeaway Girls?

Ti aspetto nei commenti e ti saluto fino al prossimo viaggio “ai tempi d’oro” dell’illustrazione.

À bientôt Madame Framboise

Bibliografia: se vuoi approfondire la lettura o desideri sfogliare le meravigliose immagini di Phillips ti consiglio “Fadeaway: The Remarkable Imagery of Coles Phillips” della Dover Pubblications.

“A Young Man’s Fancy” di Coles Phillips 1912 The Bobbs-Merrill Company Publisher.

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